La sostenibilità nella catena del valore: benefici per le imprese e per il pianeta

Introduzione

Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata un tema centrale per le imprese di tutto il mondo. Non solo per rispondere alle crescenti richieste dei consumatori e alle pressioni degli stakeholder, ma anche per cogliere le numerose opportunità che derivano da un approccio più responsabile al business.

In questo post, approfondiremo il legame tra sostenibilità e catena del valore, esplorando i vantaggi che un impegno in questa direzione può portare alle aziende e all’intero pianeta.

Cos’è la catena del valore sostenibile?

La catena del valore sostenibile è un modello di business che integra i principi di sostenibilità in tutte le fasi del processo produttivo, dalla scelta delle materie prime alla distribuzione del prodotto finale.

Si tratta di un approccio olistico che mira a minimizzare l’impatto ambientale, sociale ed economico dell’azienda, creando valore non solo per gli azionisti, ma anche per tutti gli stakeholder coinvolti, tra cui dipendenti, fornitori, clienti e comunità locali.

Vantaggi della catena del valore sostenibile

Implementare una catena del valore sostenibile offre numerosi vantaggi in diverse aree. In primo luogo, si assiste a una significativa riduzione dei costi grazie a un minor consumo di risorse, una maggiore efficienza e una diminuzione degli sprechi. Le aziende che adottano pratiche sostenibili vedono inoltre migliorare la loro reputazione e immagine di marca, risultando più attraenti per i consumatori attenti alla sostenibilità.

La sostenibilità stimola anche l’innovazione, portando allo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi più efficienti e rispettosi dell’ambiente. Questo impegno può fidelizzare i clienti, sempre più inclini a scegliere prodotti e servizi di aziende responsabili rispetto a quelle meno attente all’ambiente e alle questioni sociali.

Un altro vantaggio riguarda il benessere dei dipendenti: lavorare in un’azienda che si impegna per la sostenibilità migliora la motivazione e l’orgoglio del personale, che si sente parte di un’organizzazione che si preoccupa per il futuro del pianeta. Inoltre, le aziende sostenibili possono accedere a nuove opportunità di mercato, come prodotti ecocompatibili o servizi legati all’economia circolare.

L’adozione di pratiche sostenibili lungo tutta la catena del valore riduce l’impatto ambientale dell’azienda, in termini di emissioni di gas serra, consumo di acqua, produzione di rifiuti e inquinamento. Infine, le aziende sostenibili contribuiscono allo sviluppo sociale delle comunità locali, investendo in progetti di educazione, formazione e tutela del territorio.

Come implementare una catena del valore sostenibile

Un’azienda che desidera migliorare la sua sostenibilità dovrebbe seguire alcune azioni chiave. Prima di tutto, è essenziale valutare l’impatto ambientale e sociale dell’azienda. Questo implica mappare e misurare l’attuale impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società, permettendo così di individuare le aree prioritarie su cui intervenire.

Successivamente, una volta completata la valutazione dell’impatto, è necessario stabilire obiettivi di sostenibilità chiari, misurabili e raggiungibili. Questi obiettivi forniscono una direzione precisa per gli sforzi futuri dell’azienda.

È altrettanto importante integrare la sostenibilità nella strategia aziendale complessiva, evitando di considerarla come un’attività separata. La sostenibilità dovrebbe essere una parte integrante della visione e delle operazioni quotidiane dell’azienda. Coinvolgere tutti gli stakeholder nel processo di implementazione della sostenibilità è un altro passo fondamentale. Questo include non solo i dipendenti, ma anche fornitori e clienti, creando così un impegno collettivo verso pratiche sostenibili.

Infine, la comunicazione trasparente dei progressi compiuti in materia di sostenibilità è cruciale. Le aziende devono informare in modo chiaro e aperto sia gli stakeholder interni che quelli esterni sui risultati raggiunti e sulle sfide incontrate lungo il percorso.

Avviare un percorso di sostenibilità: una priorità per le imprese italiane

Le recenti cronache hanno visto due primarie aziende italiane, note per la loro eccellenza, finire sotto i riflettori a causa di gravi problematiche nella gestione della catena di fornitura. Queste situazioni, che ipotizzano violazioni dei diritti dei lavoratori e irregolarità fiscali lungo la supply chain, mettono in evidenza la complessità e l’importanza del controllo degli standard operativi ESG (Environmental, Social, and Governance). Questi standard sono cruciali non solo per motivi etici, di compliance e di reporting, ma anche per le possibili ricadute in termini di immagine e conseguenze amministrative o penali.

Il profilo ESG è ormai un criterio di scelta rilevante in tutte le gare pubbliche europee e nei grandi progetti internazionali. Ad esempio, l’articolo 57 del D.lgs 36/2023 dettaglia due ambiti specifici nei quali le imprese devono innovarsi per soddisfare le richieste delle stazioni appaltanti e mantenersi competitive: la responsabilità sociale e la tutela ambientale. Inoltre, dal 30 giugno 2021, le nuove linee guida dell’European Banking Association (EBA) richiedono una valutazione complessiva dei criteri ESG per la concessione del credito alle imprese.

La sfida della qualificazione della supply chain

Qualificare la catena di fornitura sui parametri ESG è cruciale a tutti i livelli della catena del valore. Tuttavia, questo compito è complesso e non di facile soluzione, soprattutto quando la catena di fornitura si estende su più livelli o coinvolge fornitori distanti geograficamente, culturalmente o linguisticamente dall’OEM che detiene il marchio. La tendenza alla de-verticalizzazione produttiva e alla globalizzazione delle catene di fornitura ha reso la sfida posta dalle supply chain globali piuttosto comune.

La situazione diventa particolarmente critica quando la rete di fornitura si appoggia sia su una molteplicità di piccoli fornitori locali, secondo la collaudata logica italiana dei distretti produttivi, sia su fornitori localizzati nelle economie emergenti, magari anche di grande dimensione ma tipicamente poco strutturati. Questo scenario è frequente per molte imprese del settore fashion italiano.

Monitorare la compliance della rete di fornitura

Gli eventi recenti sottolineano l’importanza di monitorare la compliance della propria rete di fornitura su vari aspetti, come già avviene per la qualità dei beni acquisiti, la puntualità e completezza delle consegne e il prezzo praticato. Inoltre, il quadro normativo europeo sta mettendo sempre più sotto controllo la gestione delle supply chain, per garantire una competizione leale e rispondere efficacemente al clima di incertezza geostrategica.

Variabilità dei parametri critici

La soluzione è resa più complessa dal fatto che i parametri critici da controllare possono variare in funzione della filiera di appartenenza, della merceologia, della dimensione o della localizzazione geografica del fornitore. Ad esempio, la sicurezza delle informazioni è cruciale per un fornitore di servizi IT, mentre per una fonderia sono più rilevanti gli indicatori ambientali.

Alla luce di queste considerazioni, è evidente che le imprese italiane devono adottare una strategia proattiva per la gestione della sostenibilità. Questo significa non solo conformarsi alle normative vigenti ma anche abbracciare una cultura aziendale orientata alla responsabilità sociale e ambientale. Solo così sarà possibile garantire la sostenibilità a lungo termine delle attività aziendali e mantenere una reputazione positiva nel mercato globale.

Conclusione

La sostenibilità non è solo un dovere per le imprese, ma anche una grande opportunità. Le aziende che si impegnano per la creazione di catene del valore sostenibili possono ottenere un vantaggio competitivo significativo, migliorando le loro performance economiche